Macron Polo
burrosalato #130_Gli assaggi di attualità francese del 2 dicembre 2025
Mes chers compatriotes,
Siamo alla vigilia di un lungo viaggio che porterà Emmanuel Macron nel Celeste Impero. In quella Cina sempre più aggressiva nei confronti dell’Europa dal punto di vista commerciale, alla corte di Xi Jinping, con cui il presidente francese aveva condiviso una scappatella insieme alle proprie consorti a maggio 2024, sotto la neve dei Pirenei.
Tema della visita: le grandi questioni geopolitiche, da Taiwan all’Ucraina, e la speranza che la Cina possa (e voglia) «influenzare e orientare il più rapidamente possibile Mosca verso un cessate-il-fuoco». Sul menu anche le relazioni economiche tra Oriente e Occidente, leggermente squilibrate: il deficit commerciale tra l’Unione europea e la Cina supera i 305 miliardi di euro a favore di Beijing.
Dopo una tappa nella capitale, mercoledì 3 dicembre, Macron si recherà a Chengdu, dove sono appena stati rimpatriati i due panda giganti dello zoo di Beauval, prima del rientro a Parigi previsto il 5 dicembre.
Intanto, in patria, prosegue la rocambolesca saga della manovra finanziaria e del budget della sécurité sociale: il testo di legge torna oggi all’Assemblée nationale, dopo il passaggio in Senato e il voto definitivo è previsto la prossima settimana. Da quello dipende la sopravvivenza del governo Lecornu II. Per non tradire lo spirito prenatalizio, i sindacati hanno indetto oggi uno sciopero nazionale - nell’educazione, nel settore sanitario e nei trasporti soprattutto - contro una legge di bilancio considerata «socialmente ingiusta».

Buongiorno da Parigi. Sono le 7:00 di martedì 2 dicembre 2025 e questi sono gli assaggi della puntata numero 130 di burrosalato. Buon appetito!
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1_L’uovo o la farina_
Tra un autografo e un selfie, in tournée per presentare il suo ultimo libro, «Ce que veulent les Français», Jordan Bardella, giovane presidente del Rassemblement national, ha ricevuto un uovo in testa.
Il fattaccio si è svolto a Moissac, nel Sudovest della Francia, sabato 29 novembre e l’aggressore, un uomo di 74 anni, era già noto alle autorità. A marzo 2022, infatti, lo stesso personaggio aveva schiacciato un uovo sulla testa di Éric Zemmour, altro candidato d’estrema destra, durante la campagna presidenziale.
L’autore non è né pasticciere, né militante antifa, ma un agricoltore in pensione, il cui figlio è autistico e che reagisce così ai propositi denigratori e alla scarsa considerazione da parte dell’estrema destra delle questioni di disabilità.
Recidivo, il pensionato è ora in custodia cautelare e verrà giudicato questa mattina per violenza nei confronti di un pubblico ufficiale. Due anni fa se l’era cavata con una multa di 500 euro.
Laurent Nuñez, ministro dell’Interno, ha condannato «severamente» il gesto: «siamo in democrazia e tutti devono potersi esprimere». Un monito per eventuali imitatori: Jordan Bardella era già stato infarinato la scorsa settimana da un diciassettenne alla sagra di Vesoul, mentre il suo tasso di gradimento continua a lievitare.
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2_Benvenuti all’eredità_
9.000 miliardi di euro.
È questo il patrimonio impressionante che verrà tramandato nell’arco dei prossimi 15 anni, dalla generazione delle «Trente Glorieuses» - quella dei nostri genitori per capirci, nati tra il 1945 e il 1975, durante il boom economico francese del Dopoguerra - ai loro discendenti.
Secondo un articolo del Nouvel Obs, questa «grande trasmissione» avrà l’effetto di una scossa di assestamento. Dopodiché, le disuguaglianze socio-economiche saranno ancora più pronunciate.
La presidente dell’Assemblée nationale Yaël Braun-Pivet - non la più comunista tra le figure istituzionali - aveva aperto alla possibilità di aumentare la tassazione sull’eredità, attirandosi le critiche di buona parte della sfera politica: «una tassa sulla morte», si era indignato Éric Ciotti, alleato di Marine Le Pen.
Al di là dell’orientamento politico, una riforma fiscale è necessaria anche perché oggi, circa l’86% dell’eredità sfugge all’agenzia fiscale francese e lo Stato raccoglie appena 16,6 miliardi di euro all’anno dalle successioni.
Meglio così, penseranno i più liberali tra di voi. In realtà, si tratta dell’ennesima misura volta a redistribuire le ricchezze: dei 52 miliardari francesi, oltre la metà è un erede e oggi il 10% dei Francesi possiede il 60% della ricchezza nazionale, mentre l’1% più ricco ne detiene il 27%.
3_Ostaggi e oltraggi_
Liberato un prigioniero, se ne condanna un altro.
Dopo la scarcerazione dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, graziato dal presidente algerino il 12 novembre 2025 e ormai tornato in Francia, si apre domani il processo in appello contro Christophe Gleizes.
36 anni, collaboratore per riviste come Society e SoFoot, il giornalista francese appassionato di calcio si trovava in Algeria per intervistare un ex dirigente di una delle squadre di calcio più seguite del Paese, la Jeunesse Sportive de Kabylie (JSK). Il problema: l’intervistato è anche a capo di un movimento per l’autodeterminazione del popolo cabile, considerato dal regime di Algeri un’organizzazione terrorista dal 2021.
Da lì all’accusa «apologia di terrorismo» è un attimo: incarcerato il 28 maggio 2024, Gleizes è stato condannato in primo grado a sette anni di reclusione.
In Iran invece, il regista vincitore dell’ultima Palma d’Oro di Cannes, Jafar Panahi, è stato condannato a un anno di carcere per «attività di propaganda».
4_Bianco nasal_
Un manto bianco ricopre la Francia, ma non è neve. Negli ultimi anni, il mercato francese della cocaina è esploso e con lui, le violenze legate al narcotraffico. Nel 2024 le autorità francesi hanno sequestrato 53,5 tonnellate di polvere bianca: il doppio rispetto all’anno precedente e quasi 20 volte rispetto all’inizio degli anni 2000.
Come scrive Le Monde, le ragioni dietro a questo fenomeno sono principalmente quattro:
🍃 Un aumento repentino della produzione mondiale, soprattutto nel triangolo Perù, Ecuador e Colombia, principali produttori di foglie di cocaina. Secondo l’Ofast - l’agenzia antidroga francese - nel 2024 sono state prodotte oltre 4.000 tonnellate di cocaina. Per smerciare tutta questa droga e con un mercato americano saturo, i cartelli puntano sempre più sull’Europa.
📉 Un calo dei prezzi: la dose costa in media tra i 65 e i 70 euro, ma nel 2024, per la prima volta, il prezzo è sceso a 58 euro.
🔋 Un prodotto più puro. Negli ultimi dieci anni, la purezza della cocaina è andata salendo, arrivando intorno al 75% oggi. La droga è talmente abbondante, che i pusher non si prendono nemmeno la briga di tagliarla con altre sostanze.
📬 Dei canali di vendita più efficaci. Grazie ai social non c’è più bisogno di acquistare la cocaina all’esterno, a dei pericolosi punti di spaccio, ma basta ordinarla come una banale consegna di cibo.
5_Il treno, what else?_
«Prendo sempre il treno: è il mezzo più facile per muoversi in Europa». Jean Castex*? No, George Clooney.
Il celebre attore, intervistato da France Inter in occasione dell’uscita del film Jay Kelly su Netflix, ha rivelato essere un grande fan dei treni francesi: «sono incredibili».
Per quanto bello, comodo e affidabile, il treno è sistematicamente più caro dell’aereo, in media due o tre volte tanto. Ma perché?
La società di consulenza Carbone 4 ha analizzato la tratta Parigi-Barcellona, dove il prezzo del treno costa tra il 20% e l’80% in più rispetto all’aereo.
Uno dei motivi sono i «pedaggi» che le compagnie versano a gestori della rete ferroviaria, molto elevati. È vero che le tasse aeroportuali sono altrettanto alte, ma comunque meno in proporzione. Oltre ai costi dell’energia, più convenienti per il treno, ciò che falsa di più il prezzo dei biglietti è l’esonerazione dell’IVA sul cherosene.
Dal 1944, secondo la Convenzione di Chicago, è illegale applicare una tassa su questo carburante per i tragitti internazionali. Una manna dal cielo per il settore aereo, che riesce in questo modo ad abbassare il prezzo di 30-40 euro a passeggero per un volo Parigi-Barcellona.

*Jean Castex, ex premier francese tra il 2020 e il 2022, è un grande appassionato di treni ed è stato nominato presidente della Sncf, il 3 novembre 2025.
6_Christo JR_
Vi ricordate del progetto eccentrico di impacchettare il Pont Neuf, da parte dell’artista e fotografo francese JR, in onore all’ormai defunto Christo?
La volontà di JR - col beneplacito del Comune di Parigi - è di trasformare il ponte più vecchio della capitale in una caverna di 120 metri: «delle grandi formazioni rocciose che collegano temporaneamente le rive destra e sinistra della Senna […] ispirate dalle cave da cui sono state estratte le pietre che hanno costruito la città», si legge nel comunicato stampa della fondazione Christo e Jeanne-Claude, che finanzia l’opera.
Rimandata di un anno, la struttura artistica, costituita da impalcature e tessuti, dovrebbe essere pronta e accessibile gratuitamente dal 6 al 28 giugno 2026.

_Per non dimenticare_
Il giorno di Napoleone
Il 2 dicembre è il giorno di Napoleone. Non che il suo nome compaia sul calendario, ma 221 anni fa, in una Notre-Dame gremita, Napoleone si incoronava imperatore insieme alla moglie Joséphine de Beauharnais, in presenza del pontefice Pio VII e di altri ambasciatori.
Il momento è immortalato nella tela di oltre sei metri per dieci esposta al Louvre, che il pittore Jean-Louis David impiegò due anni a completare.
Ma il 2 dicembre è anche il giorno della vittoria delle truppe di Napoleone, appena un anno dopo, a Austerlitz sulla terza coalizione composta dagli eserciti di Austria, Sacro Romano Impero e Russia. E, sempre un 2 dicembre, ma del 1852, un certo Napoleone III decise di proclamarsi imperatore. Chiusa parentesi storica.
_La parola del giorno_
Guinguette / Cabaret popolare
Cos’è la guinguette? Un quadro vale più di mille parole ⤵️
Quello dipinto da Pierre-Auguste Renoir, il più bel dipinto che potete ammirare al Museo d’Orsay, a mio modesto parere, raffigura perfettamente una guinguette: un caffè o un cabaret popolare dove ballare. Una versione ancestrale e più borghese delle bocciofile, luoghi di socializzazione per eccellenza a fine ‘800.
Coniato nel 1697, il termine deriva dal verbo guinguer, parola ormai desueta per far festa, ballare e il suo suono melodico ricorda qualcosa di leggero, goliardico, spensierato. All’epoca, la maggior parte delle guinguettes apre alle porte di Parigi, in mezzo alla natura, in quei quartieri che ancora oggi mantengono un’atmosfera di festa: Montmartre, Belleville, La Villette.
Le guinguettes non sono scomparse e se passate da Parigi potete provarne un paio di questa lista o risalire l’ex linea ferroviaria della Petite Ceinture, parallela alla tangenziale, dove troverete Le Hasard Ludique, La REcyclerie o Bercy Beaucoup.
Per oggi è tutto, burrosalato torna la prossima settimana, martedì 9 dicembre 2025. À bientôt!
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Grazie!
Per aver assaggiato tutto burrosalato anche oggi.
Sono Daniel Peyronel, giornalista scientifico nato a Torino e ormeggiato a Parigi dal 2018. Scrivo di clima, società e di Francia, soprattutto. Cercare le notizie, spremerle e mescolarle in questo breve concentrato di attualità mi diverte. Spero che per voi valga lo stesso!
Se avete saltato dei punti non vi preoccupate, se alcune notizie non vi interessano proprio è normale. Quello che conta è che vi sia rimasto un sapore, un ricordo della Francia e che, quando ne sentirete la voglia, potrete trovarmi qui, nella vostra mail, ogni martedì mattina.
À bientôt!



